CORONAVIRUS – FASE 2: IL DPCM 17 MAGGIO SEGNA IL VIA LIBERA ALLA RIAPERTURA DI BAR E RISTORANTI. QUALI GLI SCENARI POSSIBILI?


IL DPCM 17 MAGGIO DELIBERA SU ATTIVITà COMMERCIALI, INCLUSA LA RIAPERTURA DI BAR E RISTORANTI

VIA LIBERA ALLA RIAPERTURA PER BAR E RISTORANTI DAL 18 MAGGIO. È QUANTO STABILISCONO PRIMA LE LINEE GUIDA INAIL, POI LE LINEE DELL’ACCORDO STATO-REGIONI, FORMALIZZATE NEL DECRETO LEGGE RILANCIO E NEL DPCM 17 MAGGIO, TESI A REGOLARE LE ATTIVITÀ ECONOMICHE NELLA FASE 2 DEL CORONAVIRUS.

Ripercorriamone i dettagli con ordine, analizzando gli scenari possibili tra tutela della pubblica sicurezza ed esigenze di imprenditorialità.

Attenzione: di seguito, riportiamo solo un' introduzione all' analisi completa che UNAPRI ha condotto, che puoi trovare nella sua interezza, qui.

 

Via libera alla riapertura di bar e ristoranti. A partire dal 18 maggio, sulla base degli accordi tra Stato e Regioni e del DPCM 17 maggio, diverse attività commerciali e di servizi alla persona (bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti e stabilimenti balneari) stanno riaprendo, con cadenza differenziata su base territoriale.

In tal modo, le disposizioni del Dpcm del 26 aprile, che ne prevedeva la riapertura non prima del 1° giugno, vengono riviste.

Tali attività potranno dunque riprendere sotto uno stretto e costante monitoraggio. Infatti, in caso di una ripresa dei contagi, il Governo avrà facoltà di intervenire con la previsione di nuove chiusure. Ogni attività dovrà attenersi a specifiche linee guida per garantire la sicurezza di clienti e operatori.

A proposito il settore della ristorazione – che in Italia conta oggi circa 1,2 milioni di addetti – era in attesa di specifiche indicazioni operative.

Di fatto, queste sono arrivate il 12 maggio nel “Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da Sars-CoV-2 nel settore della ristorazione” predisposto da INAIL/ISS (Istituto Superiore di Sanità).

Tali indicazioni sono state riprese e integrate, con alcune modifiche, nel DPCM del 17 maggio 2020 già in GU.

Il Comparto della ristorazione ha sicuramente delle specificità particolari. A cominciare dal problema di mantenere il distanziamento sociale. Durante lo svolgimento del servizio non è ovviamente possibile, per i clienti, fare uso della mascherina.

Inoltre, lo stazionamento protratto può potenzialmente contaminare superfici come stoviglie e posate. Oppure, ancora, sussiste l’evidente necessità di ventilazione di locali confinati.

A proposito, è infatti da caldeggiare, laddove esistenti, l’uso di spazi all’aperto rispetto ai locali chiusi.

La necessità di ventilazione va vista anche in relazione ai servizi igienici che possono essere privi di tale possibilità. A tale proposito, è stata fissata la necessità di un naturale ricambio di aria e di ventilazione. 

 

 RIAPERTURA DI BAR E RISTORANTI

L' ANALISI DELLE DISPOSIZIONI DEL DPCM 17 MAGGIO NEL DETTAGLIO

 

  • Per i clienti di nazionalità diversa, dovrà essere predisposta un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione. Questa deve essere comprensibile e, quindi, resa nella loro lingua.
  • Al fine di evitare assembramenti di persone in attesa fuori dal locale, poi, la prenotazione dovrà essere privilegiata. Una novità è rappresentata dal fatto che il gestore dovrà mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni. In che modo sarà utilizzato tale elenco? Quali le implicazioni relative al regolamento sulla privacy? Attualmente niente è specificato al riguardo. 
  • Per quanto riguarda la capienza massima, non potranno essere presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere. Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, invece, l’ingresso va consentito ad un numero limitato di clienti per volta. Questo deve essere determinato in base alle caratteristiche dei singoli locali, per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra le sedute. Laddove possibile, l’utilizzo degli spazi esterni come giardini, terrazze, plateatici, va privilegiato sempre nel rispetto del predetto distanziamento.
  • Le mense e il catering possono continuare la loro attività, a condizione di garantire la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

E ancora....

  • La ristorazione con consegna a domicilio è permessa, sempre nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. Questo vale sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, come pure la ristorazione con asporto. L’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro rimane, come pure il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.
  • La possibilità di rilevare la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura maggiore di 37,5°C, rappresenta poi una novità, rispetto alle disposizioni INAIL. 
  • Come già presente nel documento INAIL/ISS, sono vietate le consumazioni a buffet. Dovranno poi essere messi a disposizione di clienti e personale anche in più punti in sala e, soprattutto, in prossimità ai servizi igienici (che dovranno essere puliti più volte al giorno) dispenser di prodotti igienizzanti.
  • Tutto il personale, durante ogni attività, avrà l’obbligo di indossare mascherina chirurgica e guanti in nitrile, dove possibile. Dovrà provvedere, inoltre, a una frequente igiene delle mani con soluzioni idro-alcooliche (prima di ogni servizio al tavolo).
  • In tema di distanziamento fisico, le misure precauzionali sono definite in modo preciso e rigoroso. La disposizione dei tavoli e dei posti a sedere dovrà essere modificata. Come? Prevedendo un distanziamento di 1 metro fra le sedute e disponendo che i tavoli, in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti. (segue qui. Leggi l' analisi completa.)

 


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