Concorrenza sleale – Corte di Giustizia UE sez. I

Corte di Giustizia Unione Europea sez. I, 16-04-2015, n. 388/13 – Concorrenza sleale

La Corte di Giustizia UE, Prima Sezione, con la sentenza 16 aprile 2015, causa C-388/13 (*) «Rinvio pregiudiziale – Direttiva 2005/29/CE – Pratiche commerciali sleali – Informazione errata fornita da un’impresa di telecomunicazioni ad un abbonato che ha causato costi aggiuntivi a quest’ultimo – Qualificazione come “pratica commerciale ingannevole”» ha deliberato quanto segue.

Sentenza n. 388/13 – Concorrenza sleale

La direttiva 2005/29/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori nel mercato interno e che modifica la direttiva 84/450/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE, 98/27/CE e 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio («direttiva sulle pratiche commerciali sleali»),

dev'essere interpretata nel senso che la comunicazione, da parte di un professionista a un consumatore, di un'informazione errata, come quella di cui al procedimento principale, dev'essere qualificata come «pratica commerciale ingannevole», ai sensi di tale direttiva, anche qualora tale comunicazione abbia riguardato un solo consumatore.

Fonte: curia.europa.eu;

            Dir. Comunitario on line, 2015.


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